I seguenti testi sono tratti dal libro "Corte-CorianoTeatro. 28 dicembre 2008" edito dal Comune di Coriano in occasione dell'inaugurazione di Corte
Il Teatro Corianese (1907 - 1992) di Gianluca Calbucci e Valentina Ginepri
I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PALAZZO DEL TEATRO COMUNALE A CORIANO di Carlo Gandolfi e Cristiana Celato
IL TEATRO CORIANESE
(1907-1992)
nelle carte dell’Archivio Storico Comunale
di Gianluca Calbucci e Valentina Ginepri
1. 1863- 1920: PROGETTO E REALIZZAZIONE DEL PALAZZO DEL TEATRO E LE PRIME ATTIVITÀ
I primi atti che testimoniano l’interesse dell’Amministrazione corianese per la costruzione di un teatro risalgono ormai a 150 anni fa. Già il primo Consiglio Comunale, eletto subito dopo l’unificazione al Regno d’Italia, riconobbe la necessità, per un centro economicamente importante come Coriano nonché sede di Mandamento, di costruire un Teatro. A tale scopo, nella seduta del 22 marzo 1863, l’allora Sindaco Antonio Fabbri, riscuotendo l’unanimità del Consiglio, accolse l’istanza di alcuni possidenti e commercianti per l’esproprio di un terreno, di proprietà dei conti Salvoni di fronte al campo della fiera, per potersi costruire nuove case e attività e che parte di questo terreno sarebbe stato destinato ad ospitare il palazzo delle nuove scuole elementari maschili e il Teatro. Nonostante il riconoscimento di pubblica utilità dell’esproprio le cose andarono per le lunghe. I continui litigi con la famiglia Salvoni fecero slittare al settembre del 1865 l’accordo sul prezzo di esproprio (4.000 lire) e i successivi ricorsi dei Salvoni stessi ne bloccarono l’effettiva acquisizione. Inoltre le crisi di direzione in Comune e la decisione di pesanti storni di fondi destinati alla realizzazione del tetro, per l’acquisto di altri edifici, fecero sì che solo nel 1889 si arrivò alla presentazione del progetto.
Il perito comunale Alessandro Ferri, allievo dell’architetto Luigi Poletti, il progettista del Teatro di Rimini, disegnò quello che doveva essere l’edificio che avrebbe ospitato gli Uffici Governativi (l’ufficio del Registro, il Catasto e l’Archivio Notarile) e le Scuole elementari maschili. Solo successivamente, modificando la parte destinata alle scuole, si ricavò lo spazio per il Teatro che riuscì già nel 1890 ad ospitare qualche piccola manifestazione. È da pensare che in questo periodo il Teatro sia costituito fondamentalmente da una sala con un palco e non stabilmente dotato di attrezzature idonee a rappresentazioni di un certo livello. L’Amministrazione affidò temporaneamente la gestione del Teatro ad una non meglio identificata “società locale filodrammatica” che alla fine della stagione riconsegnò la sala con alcuni danni, tanto che l’Amministrazione si vide costretta ad investire somme per la riparazione di infissi, lumi, porte, vetrate e scuri, e a stabilire alcune norme per le future concessioni. Nella Giunta del marzo 1891 venne così approvato il regolamento per disciplinare le future concessioni della sala del Teatro. Queste dovevano essere sottoposte al vaglio dell’Amministrazione: l’utilizzo della sala per adunanze di privati o per intrattenimenti, fossero essi gestiti da forestieri o da persone o società del luogo, sarebbe stato concesso solo se avessero fornito all’Amministrazione un garante che si sarebbe assunto la responsabilità di eventuali danni o manomissioni della sala. Ad ulteriore garanzia l’Amministrazione pretendeva un inventario dei beni presenti dei quali l’affittuario entrava momentaneamente in possesso e che dovevano essere utilizzati all’esclusivo scopo pattuito. Si vietò il subaffitto della sala e alla fine di ogni rappresentazione il garante doveva chiudere accuratamente porte e finestre e rimettere tutto a posto a sue spese e custodire presso di sé le chiavi.
Come accennato il Teatro non aveva ancora raggiunto il suo assetto definitivo: mancava l’arredamento del palcoscenico, la decorazione della sala, le serrande alle porte e gli usci delle gallerie. Nel 1906 la Giunta Comunale, sollecitata dalla società filodrammatica di dilettanti, appena formatasi in paese e desiderosa di avere un proprio spazio per la loro attività e dalla volontà di terminare una buona volta l’opera iniziata, propose di autorizzare una serie di lavori finalizzati al completamento del Teatro: la realizzazione dei decori (scenari, quinte, cieli), l’arredamento del palcoscenico (sipario, frontone e i meccanismi in legno) e la costruzione di due camerini, preventivando una spesa massima di 1.550 lire. Nella discussione di questi interventi il Consigliere Achille Renzi fece notare che data la modesta cifra a disposizione e nell’eventualità di non riuscire a fare fronte a maggiori uscite si sarebbe dovuto scegliere comunque di portare a termine la costruzione dei camerini e di tutte quelle opere necessarie all’utilizzo pratico del Teatro, lasciando indietro la decorazione della sala. Alla fine l’Amministrazione riuscì a condurre un’operazione attenta ed oculata raggiungendo entrambi gli obiettivi: per la realizzazione dei decori, scartati i pittori riminesi che risultarono troppo costosi, venne incaricato un pittore sammarinese, Rufo Reffi, che in quel periodo stava lavorando presso il Teatro di Morciano che effettuò la commissione per 550 lire. La costruzione dei camerini e delle ultime opere murarie necessarie vennero eseguite da ditte di Coriano riuscendo a mantenere i costi, mentre per l’acquisto di 50 sedie in dotazione permanente alla sala partecipò anche la Società Filodrammatica.
La conclusione dei lavori del Teatro andarono a completare una serie di interventi che avevano notevolmente trasformato la vita in paese negli ultimi anni: c’era un servizio permanente di trasporto, l’illuminazione pubblica a gas acetilene e un decorato albergo si affacciava sulla via principale del paese.
Nel 1907 il sopralluogo del tecnico Francesco Brici decretò la fine dei lavori e l’agibilità del nuovo teatro. Una sorta di inaugurazione avvenne il 7 febbraio del 1907 ad opera della filodrammatica corianese I veri amici quando, come riportato dai giornali dell’epoca, “alla presenza del Vescovo e di scelto pubblico i bravi giovani della compagnia I veri amici eseguirono con efficacia il dramma L’ingrato e la farsa E fiol d’Pancrazi in ti suldè. Il tenore Pegoraro suonò al piano negl’intermezzi e cantò una romanza accompagnata dal Maestro Polverelli”.
Da questo momento il Teatro era ufficialmente in esercizio, l’attività teatrale era principalmente svolta dalla filodrammatica corianese e la sala veniva concessa a privati cittadini soprattutto in occasione del Carnevale, per veglioni e feste danzanti, usanza che si protrarrà fino agli anni Ottanta. Un accenno agli spettacoli che si tennero in quegli anni lo abbiamo dalla stampa dell’epoca dalla quale traspare, fra le righe, anche una certa concorrenza effettuata dalla presenza del teatrino nella Casa parrocchiale. Infatti in occasione della Pasqua del 1909 il Parroco ospitò la filodrammatica riminese Silvio Pellico e il giornale L’Ausa, riportandone la notizia, precisava che se da un lato “la recita – in deferenza agli attori di un’altra recita che doveva tenersi nella sera al Teatro Comunale – fosse stata spostata ad un’ora non propizia” dall’altro faceva registrare l’affluenza di un numeroso pubblico. Continuando a spigolare sulla stampa dell’epoca troviamo che il Teatro era utilizzato anche per ospitare conferenze e concerti. Il 16 ottobre 1909, in occasione delle feste del SS. Crocifisso, si inaugurò il nuovo altare della Chiesa di Coriano, tutto dorato dal Montebelli di Rimini. Nel calendario dei festeggiamenti il Teatro ospitava per quella sera una “grande accademia musico-letteraria di beneficenza col gentile concorso dei sig. Elena Mele (soprano), Vincenzo Ravegnani (tenore), M.o Edoardo Sartio, Eugenio Musso, Arrigo Balsimelli (violini), Giovanni Zignani (viola), Viscardo Maccolini (violoncello). Sederanno al piano il M.o A. Abbati e F. Polverelli. [...]. L’Avv. Giovanni Bertini terrà una conferenza sul tema: Gioventù, Amore, Idealità”.
Il 26 marzo del 1910 la stessa filodrammatica riminese Silvio Pellico, in occasione della gita sociale, tenne una rappresentazione a scopo di beneficenza presso il Teatro mettendo in scena la “commedia-sogno in 3 atti Britannico, una delle migliori produzioni moderne e una brillantissima farsa”.
Il 20 gennaio del 1912, in occasione dello scoprimento della lapide posta sul palazzo del Comune a ricordo del Quarto Centenario del cosiddetto “sacco” di Coriano, avvenuto nel 1512 ad opera dei soldati spagnoli che incendiarono il Castello di Coriano, si tenne nei locali del Teatro una conferenza a ricordo dello storico evento. Intervennero il Segretario comunale Dott. Ferrari, il Direttore Didattico Salvatore Gabellini e il Comm. Ing. Achille Renzi.
Oltre a fornire il palco principale per le esibizioni della compagnia corianese I veri amici il Teatro era richiesto anche da privati cittadini. Generalmente la sala veniva chiesta per l’intero periodo del carnevale e sfruttata per feste danzanti e spettacoli di vario genere, nei giorni festivi, domenica compresa, e nei giorni di mercato che si svolgeva di lunedì. Le richieste cominciarono ad arrivare alla Giunta nel 1910: la prima firmata da Francesco Bontempi, Ferri Umberto, Gugnali Sebastiano e Baldacci Giovanni (che richiederanno il teatro più volte negli anni successivi), venne accolta positivamente alle condizioni stabilite dal regolamento del 1891, con l’aggiunta dell’obbligo di versare una cauzione di 20 lire. Tutto funzionò senza intoppi fino al 1912 quando la sala venne ancora concessa a Sebastiano Righetti e Antonio Vagnetti, ma l’anno successivo, forse anche complice il cambio di direzione in Giunta, la concessione dei locali pubblici per balli non venne più ritenuta decorosa e conforme ai sani principi di moralità, condizione che il regolamento prevedeva espressamente. Si andò così, per la prima volta, ad interrompere un tradizionale uso del Teatro da parte dei cittadini corianesi.
Un’altra condizione posta dall’Amministrazione comunale per l’utilizzo del Teatro imponeva che questo fosse lasciato libero ogni volta che il comune o una compagnia teatrale ne avesse fatto richiesta. Così avvenne nel 1912 quando venne concessa ad un capocomico di Sant’Agata Feltria per un breve ciclo di rappresentazioni drammatiche e di varietà o come nel 1913 quando venne concessa al parroco che utilizzò la sala per un’iniziativa a scopo di beneficenza in favore dell’asilo infantile.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale l’attività del teatro subì un rallentamento. Si cercò, seguendo l’indicazione della Prefettura, di facilitare le modalità di affitto, di abbassare i canoni e favorire l’assistenza necessaria agli attori stranieri, cercando in tal modo di assicurare uno svago alla popolazione. L’iniziativa, probabilmente, produsse scarsi risultati ma alla fine del conflitto i cittadini di Coriano si attivarono immediatamente per ripristinarne l’attività a pieno regime, anzi provarono a fare anche di più: Adolfo Bernardi e Luigi Conti richiesero l’installazione di un cinematografo allo scopo di “richiamare al paese quel poco di vita civile e commerciale così gravemente colpita dal periodo della guerra”. Qualche giorno dopo la Giunta rispose positivamente alla richiesta, ribadendo l’obbligo di rappresentare spettacoli assolutamente morali e per quanto possibile educativi e di lasciare la sala in caso di richiesta dell’Amministrazione. Un mese dopo, il 22 maggio, la Sottoprefettura di Rimini ordinò la visita di una commissione al fine di verificare il rispetto delle norme di pubblica sicurezza in maniera di concedere il nulla osta all’apertura del cinematografo. Evidentemente l’ispezione non andò a buon fine poiché, nell’ottobre dello stesso anno, i cittadini presentarono un’istanza per accelerare la sistemazione del teatro. Tra i firmatari vi erano sì esercenti e commercianti ma anche artigiani, braccianti e contadini, a testimonianza del fatto che il teatro era un’esigenza sentita da tutta la popolazione.
Nel 1920 la Giunta Comunale deliberò una spesa di 2.963 lire per la realizzazione di nuove decorazioni e di nuovi scenari affidando il lavoro ad un pittore locale, Achille Marconi. Negli anni successivi il teatro sembrò sospendere la sua attività: non vi erano stagioni teatrali stabilmente organizzate; come sempre il teatro era usato principalmente dai corianesi per feste da ballo o veglioni in occasione soprattutto delle festività di fine anno, per il patrono o per il carnevale, mentre solo saltuariamente qualche filodrammatica riminese metteva in scena i suoi spettacoli, soprattutto in occasione delle festività religiose.
I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PALAZZO DEL TEATRO COMUNALE A CORIANO
di Carlo Gandolfi e Cristiana Celato
Premessa
“Dopo tanti anni di attese il teatro ritornerà agli antichi fasti”: la lunga e ragionata progettazione restituisce, ex novo, il 28 dicembre 2008 alla città di Coriano una struttura di alto valore architettonico e tecnologico, frutto di caparbie illuminazioni progettuali che si sono avvalse sia della collaborazione della Amministrazione Comunale che, nell’ultimo stralcio, di maestranze di alto livello. Ciò ha permesso di realizzare una struttura assolutamente nuova, cresciuta senza rigidità che ne avrebbe impedito la corretta realizzazione.
Progettare un teatro significa pensare ad un insostituibile spazio per la comunità, in quanto essa stessa attraverso questo luogo definisce la propria identità culturale, le proprie peculiarità.
Se poi questo afflato è espresso all’interno di una comunità piccola, come quella corianese ad esempio, il suo valore diviene incommensurabile perché con esso è la comunità stessa che si mette in relazione con il sistema del territorio che la circonda.
L’esperienza che ho maturato negli ultimi venti anni riguardo ai teatri ha contribuito sicuramente a suggerirmi le migliori soluzioni progettuali al fine di assicurare un buon risultato finale, ma mi preme sottolineare che difficilmente si possono utilizzare schemi precostituiti efficaci validi in ogni contesto. E’ da questa considerazione che il lavoro compiuto attraverso una lunga analisi del contesto, della struttura esistente, delle innovazioni da apportare ha consentito, alla fine, di poter creare un felice connubio tra le mie esperienze progettuali precedenti e una progettazione ad hoc perfettamente calzante con l’intervento in questione.
La difficoltà di far comprendere lo sviluppo di prototipi o di interventi che non hanno schemi rigidi, in quanto essi stessi sono portatori di innovazione, è un topos per gli architetti che, essendo per loro natura dei creativi, pensano che attraverso una attenta regia si possa generare novità, crescita culturale, architettonica e sociale.
A tal riguardo mi interessa sottolineare la complessità di una progettazione tesa a questa prerogativa. Essa infatti è costituita da una solida preparazione tecnica riguardante i più disparati quanto complessi settori che una tale struttura abbraccia.
A questa preparazione si deve affiancare una chiara identificazione dei risultati che si vogliono ottenere e dei mezzi attraverso i quali realizzarli.
Ho sempre avuto saldi i miei obiettivi e la difficoltà di poterli ottenere in maniera fluida, senza intralci. Il mio scoglio maggiore è stato quello di far comprendere come fosse necessaria una collaborazione in divenire, un work in progress.
Tale collaborazione inoltre deve essere aperta alle contraddizioni che potrebbero scaturirne e alla risoluzione delle normali incongruenze che si creano quando i più disparati elementi si devono interfacciare tra loro, pur avendo talvolta caratteristiche antitetiche.
Alla fine sono però soddisfatto del risultato ottenuto perché progettando questa struttura innovativa, mi sono potuto avvalere, non senza lesinare impegno e volontà di farmi comprendere, di collaboratori che hanno intuito la complessità dell’opera che essi stessi assieme a me stavano portando a compimento. Tale ricchezza di risultati e di interesse non sarebbe nata in una realtà sterile nella quale il solo concetto di modifica, seppur migliorativa ed innovativa, non solo non fosse stata compresa ma anzi utilizzata come elemento penalizzante l’opera e l’architetto, in modo da insinuare errori progettuali o incurie della D.L.
Breve descrizione della realizzazione
L’intera struttura si presenta come uno spazio integrato per la realizzazione di eventi culturali, incontri, allestimenti espositivi, manifestazioni teatrali, concerti e congressi.
Essa dispone di una sala centrale, la sala teatrale vera e propria, con una capienza di 120 posti a sedere in platea (che possono diventare 156 a secondo dell’allestimento del palcoscenico) e di 69 in galleria. Non è stato possibile modificare il perimetro della sala preesistente in quanto la Soprintendenza ai Beni Culturali ha permesso solo ampliamenti ad essa esterni e strettamente funzionali al suo utilizzo.
Per questo motivo è stata inserita, sul retro della facciata, la struttura in acciaio e vetro che funge da foyer alla sala teatrale, al piano terra, e da locale camerini e ingresso alla saletta riunioni al piano di Piazzetta Salvoni.
Al piano terra, a fianco dell’ingresso su Via Garibaldi, sono inoltre presenti una piccola sala riunioni (da 15 posti) ed una sala polivalente (per mostre, showroom. Catering) a secondo delle necessità.
Dal piano terra, tramite l’ascensore vetrato e la grande scala centrale, si giunge al piano primo dal quale, sulla sinistra, si accede alla galleria della sala centrale, agli uffici direzionali di CORTE, mentre sulla destra si raggiungono la sala mostre, la sala della musica e la sala polivalente.
Un obiettivo lungimirante sarebbe quello di inserire questo contenitore, viste le sue caratteristiche e gli spazi a disposizione, nel sistema provinciale sia degli spettacoli che dei congressi, in stretto collegamento anche con i nuovi palazzi dei Congressi di Rimini, in costruzione, e di Riccione, inaugurato pochi mesi fa.
Ciò sarebbe possibile dal momento che l’edificio non solo possiede tutte le caratteristiche tecniche e strutturali in linea con quelle delle più efficienti sedi teatrali, ma anche perché contiene peculiarità talvolta superiori alle strutture già esistenti.
Mi riferisco ad esempio alla modulabilità della sala teatrale, del palco, alla possibilità di avere più sale per riunioni funzionanti simultaneamente, allo spazio espositivo per mostre ed allestimenti in genere, alla climatizzazione dell’intera struttura, al cablaggio dell’intera struttura. Tutte le sale interne sono utilizzabili per vari impieghi anche disgiunti dal teatro vero e proprio, e sono messe in collegamento diretto con l’esterno tramite la scala che conduce in Piazzetta Salvoni.
Questa deve considerarsi come una estensione vera e propria dello spazio interno, in quanto può, per conformazione e dotazione impiantistica, ospitare eventi sia collegati con la Cantinetta che con le sale interne di CORTE.
La piazza è uno spazio all’aperto cablato dal quale messaggi audio e luci possono essere diffusi e giungere in ogni sala di CORTE, e viceversa.
Questa è una prerogativa di eccezionale importanza in quanto tutto il palazzo è cablato in modo che da qualsiasi sala si possano inviare suoni ed immagini ad un'altra zona, per cui ad esempio una manifestazione svolta nella sala teatrale può essere seguita su monitor ed ascoltata in qualunque altra zona di CORTE. L’utilizzo di questa impiantistica è prevista anche per il giorno dell’ inaugurazione attraverso la proiezione del concerto, tenuto nella sala centrale, su un maxi schermo posto all’esterno in Piazza Don Minzoni.
In occasione di Bookside, con il concerto di Gianmaria Testa, il 12 novembre 2008, ad esempio tale utilizzo simultaneo di immagini e suoni è già stato testato con ottimi risultati: infatti l’evento svolto all’interno della sala riunioni l’hanno visto anche gli avventori della Cantinetta tramite un grande schermo al plasma.
Simultaneità di utilizzo e flessibilità impiantistica e funzionale rendono CORTE uno scrigno dai molteplici quanto innovativi utilizzi. Con essa nasce un nuovo polo culturale capace di irradiare energia nel territorio e di affiancarsi alle sedi più prestigiose della provincia.
SCHEDA TECNICA DEL PALAZZO DELLA CULTURA
Mq. 1098 totali di intervento
PIANO PIAZZETTA SALVONI
Mq. tot. 318 di cui:
- foyer sala riunioni mq 21
- sala riunioni (80+4 posti) mq 148
- sala regia mq 8
- depositi del teatro mq 51
- entrata foyer mq 16
- camerini mq 28
- disimpegni mq 21
- vano scala in acciaio e ascensore mq 24
- vano macchine ascensore mq 5
- ripostiglio mq 4,
- vano scala mq 7
- cantinetta mq 110
PIANO TERRA SU VIA GARIBALDI
Mq. tot. 444 di cui:
- platea teatro 120 posti mq 190
- ingresso mq 52
- foyer sala mq 63
- vano scala in acciaio e ascensore mq 18
- vano scala mq 9
- disimpegno mq 5
- sala riunioni mq 32
- sala mostre mq 52
- servizi igienici mq 23
PIANO PRIMO (GALLERIA)
Mq. tot. 336 di cui:
- galleria teatro 69 posti mq 65
- uffici direzione mq 63
- disimpegno sala musica mq 5
- sala musica mq 52
- sala mostre mq 69
- sala polivalente mq 40
- foyer mq 44
Descrizione del progetto:
Iter storico degli stralci funzionali:
Il cammino per giungere al completamento della ristrutturazione è stata lungo e si può schematicamente riassumere nel seguente modo:
- il 20 aprile 1993 la Giunta Municipale mi affidò la realizzazione del progetto di recupero e ristrutturazione del palazzo del Teatro Comunale,
- nel 1994 venne effettuato il 1° stralcio dei lavori, dalla ditta Geostudio di Pesaro, ovvero il consolidamento della struttura con micropali;
- il 29 settembre 1998 il Consiglio Comunale approvò il mio progetto di recupero e ristrutturazione del palazzo del Teatro Comunale;
- il 29 settembre 1998 la Giunta Municipale approvò il progetto definitivo dei lavori del 1° stralcio;
- il 20 agosto 1999 la Giunta Municipale approvò il bando di gara per il 2° stralcio, che viene vinto dalla Società CAREA di Forlì, a cui vengono affidati anche i lavori supplettivi del 2° stralcio bis deliberati sempre dalla Giunta l’8 novembre 2000;
- il 13 febbraio 2002 la Giunta approvò il progetto dei lavori del 3° stralcio. La gara venne vinta il 22 maggio 2002 dalla società CONSCOOP di Forlì;
- il 5 marzo 2003 la Giunta approvò il progetto dei lavori del 4° stralcio. La gara venne vinta il 22 agosto 2003 dalla ditta CIPEA di Rioveggio (BO);
- il 17 dicembre 2003 la Giunta approvò il progetto dei lavori del 5° stralcio. La gara venne vinta il 25 settembre 2004 dalla ditta Vesuviana Carpenteria di Somma Vesuviana (NA). Alla stessa ditta furono affidati i lavori supplettivi del 5° stralcio bis deliberati sempre dalla Giunta il 25 agosto 2005;
- il 22 dicembre 2005 la Giunta approvò il progetto dei lavori del 6° stralcio (completamento dell’intera struttura, con l’esclusione della sala centrale). La gara venne vinta il 21 giugno 2006 dalla ditta Di Stefano Costruzioni Generali di Napoli;
- nel dicembre 2006 la Giunta approvò il progetto dei lavori dell’ultimo stralcio, il 7°. Nella primavera 2007 la gara fu vinta dalla ditta Adriatica Costruzioni Cervese di Cervia (RA).
- nell’agosto 2008, con affidamento “in house”, venne data la gestione del 7° stralcio bis di completamento dei lavori a CORTE alla Società GEAT di Riccione;
-il 28 dicembre 2008 viene inaugurato il teatro.
Primo stralcio
Vede l’ultimazione lavori il 19 aprile 1996 e la tipologia eseguita fu prettamente strutturale.
Ha interessato alcune opere di consolidamento, indispensabili per la sicurezza del fabbricato, consistenti soprattutto nell’esecuzione di micropali di sottofondazione.
Secondo stralcio
La data di consegna lavori fu il 17 novembre 1999, mentre l’ultimazione avvenne il 12 ottobre 2000.
La tipologia dei lavori eseguiti furono rivolti innanzitutto al consolidamento delle fondazioni, alla rimozione del tetto esistente, nonché alla demolizione delle superfetazioni presenti.
Il nuovo tetto venne ricostruito con capriate in legno di larice, pianelle in laterizio e manto di copertura con coppi antichi recuperati.
Sempre all’interno di questo stralcio venne ristrutturato il porticato in legno prospiciente Via Garibaldi , ed fu realizzata al suo interno una pavimentazione in cotto. Le facciate in muratura faccia a vista su Via Garibaldi e su Piazza don Minzoni furono restaurate con il conseguente ripristino di tutti gli elementi architettonici, quali cornici, lesene, marcapiani, architravi e capitelli in cotto, soglie e banchine.
In questo stralcio furono posate le nuove porte e persiane in larice su tutto l’involucro esterno.
Secondo stralcio bis
La data di consegna lavori fu il 17 novembre 2000, mentre l’ultimazione avvenne il 26 marzo 2001.
Anche questo stralcio riguardò in maniera precipua le opere strutturali. Vennero infatti completate le residue opere di consolidamento delle fondazioni nella parte retrostante l’edificio, il recupero delle volte a botte al piano seminterrato, il rinforzo di alcune murature tramite iniezioni di leganti cementizi e in parte con l’intonaco armato.
Vennero realizzati inoltre tutti i drenaggi e le impermeabilizzazioni a protezione dell’intero edificio dalle infiltrazioni d’acqua e il recupero dei marciapiedi adiacenti il fabbricato.
Per quanto riguarda le facciate, fu restaurata quella su via Martin Luther King ed una porzione della zona retro, mediante il ripristino della muratura faccia a vista, il rifacimento di paramenti murari tramite cuci-scuci, formazione di archi e piattabande in corrispondenza delle aperture.
Terzo stralcio
La data di consegna lavori fu il 6 febbraio 2003, mentre l’ultimazione avvenne il 30 agosto 2003.
Questo stralcio permise la realizzazione dei magazzini della Biblioteca e dei vani tecnici del teatro al piano interrato, nonchè la predisposizione al grezzo dei locali destinati a divenire la attuale Sala conferenze al piano di Piazzetta Salvoni.
I magazzini della Biblioteca e i vani tecnici del teatro sono stati realizzati al piano interrato, sul lato retro del Palazzo. La costruzione è stata interamente realizzata in conglomerato cementizio dopo uno scavo di sbancamento a sezione obbligata profondo circa 4 ml per 350 mq. Sulla muratura sono state predisposte le finestre opportunamente dimensionate per ottenere la sufficiente aerazione per i magazzini. Tali spazi, così come gli spazi tecnici, sono stati dotati di idonee vie di esodo e di strutture in conformità con la normativa vigente in materia di prevenzione incendi.
Per consentire l’ubicazione dei nuovi impianti centralizzati e completare definitivamente le opere entroterra, è stata prevista in questa fase la costruzione di questo vano interrato nel retro dell’edificio e la predisposizione sul solaio di chiusura dei necessari tirafondi per la struttura in acciaio del foyer, che contiene i servizi relativi al teatro (biglietteria foyer, camerini, accessi, uscite di sicurezza).
A completamento di questi lavori si è resa indispensabile la realizzazione della cisterna per il deposito di acqua dell’impianto antincendio.
Al piano piazza sono state eseguite le murature in laterocemento a due teste per perimetrare la saletta riunioni e i locali ad essa annessi.
Per quanto riguarda i lavori prettamente strutturali si è svolto un intervento di fondamentale importanza per la sicurezza statica del fabbricato, ossia il rinforzo del muro di sostegno lato Piazza Don Minzoni, completando anche il cordolo di collegamento dei micropali alla base della facciata sulla piazza stessa.
Quarto stralcio
La data di consegna lavori fu il 27 ottobre 2003, mentre l’ultimazione avvenne il 23 gennaio 2005.
Lo stralcio dei lavori previsti in questa fase si è incentrato sul piano di Piazzetta Salvoni, nella zona della attuale Sala riunioni, dove sono stati consolidati e ristrutturati i solai e le volte che ancora non erano stati oggetti di intervento, e sulla realizzazione del padiglione in acciaio dedicato al foyer ed ai camerini. Data la particolare conformazione del palazzo non è stato possibile realizzare il foyer all’interno del fabbricato in modo tale da poter soddisfare le funzioni da svolgersi e contenere l’afflusso delle persone.
Per questo motivo mi sono indirizzato verso la realizzazione di un padiglione esterno, posizionato nella corte del retro dell’edificio storico creando in tal modo, un ampliamento compatibile e rispettoso del contesto storico e delle funzioni che si svolgono all’interno dell’edificio.
La struttura del padiglione è in ferro e vetro, con copertura ventilata realizzata tramite travature in legno, tiranti in acciaio. Perimetralmente è chiusa grazie a vetrate a tutta altezza.
Il piano terra ospita i camerini, i servizi per gli artisti, e di foyer per la Sala riunioni mentre il piano primo diviene il vero e proprio foyer dal quale si accede alla Sala teatrale. Tale ampliamento è quindi costituito da due piani collegati da una scala in acciaio interna alla struttura stessa. Per garantire anche il collegamento della sala teatrale anche con la piazza è stata realizzata, nello stralcio successivo, una scala esterna in acciaio di collegamento tra l’esterno ed il foyer vero e proprio del teatro.
Nella parte centrale dell’edificio sono state demolite le scale, svuotato il terrapieno con conseguente preparazione della platea di base con la predisposizione dei tirafondi per la struttura in acciaio e vetro del blocco scale ed ascensore, inoltre è stato realizzato il primo solaio alla quota del porticato.
Sono stati infine completati i lavori di messa in sicurezza del fabbricato dal punto di vista statico, ultimando le opere di consolidamento e sostituzione di quegli elementi che ancora non erano stati interessati da questo tipo di intervento, e la realizzazione della scala in c.a. che dal seminterrato raggiunge il piano primo assieme al muro di sostegno della scala stessa.
Quinto stralcio e quinto stralcio bis
La data di consegna lavori è avvenuta il 21 febbraio 2005, mentre l’ultimazione avvenne il 30 marzo 2007.
In questa fase sono state eseguite tutte le opere di sistemazione della piazza, e quelle necessarie a rendere agibile la saletta conferenze e la Cantinetta. Interventi che si possono schematicamente così riassumere:
- realizzazione dell’ impianto antincendio, condizionamento ed elettrico del deposito della biblioteca;
- realizzazione dell’impianto termoidraulico del piano piazza, della Sala riunioni e della Cantinetta;
- realizzazione dell’impianto elettrico del piano piazza, della Sala riunioni e della Cantinetta;
- realizzazione muri divisori interni del piano su Piazzetta Salvoni;
- realizzazione di sottofondi e pavimentazioni interne al piano di Piazzetta Salvoni;
- realizzazione di tutti i bagni al piano di Piazzetta Salvoni;
- sistemazione della piazza con realizzazione della pavimentazione, deflusso delle acque e illuminazione della stessa e dell'edificio;
- realizzazione del rivestimento foyer in acciaio con serramenti in alluminio interni, realizzazione intonaci, rivestimenti della Sala riunioni e della Cantinetta;
- arredi per Sala riunioni e Cantinetta;
- poltrone e rivestimento fonoassorbente per la Sala riunioni;
- acquisto e posa in opera di tutte le porte necessarie per il piano piazza.
La prima fase ha riguardato la realizzazione degli impianti termoidraulici e antincendio relativi al piano seminterrato per le zone della Sala riunioni e della Cantinetta, e la realizzazione dell’impianto elettrico e di illuminotecnico oltre che per le suddette zone anche per la piazza.
I lavori sono proseguiti con la realizzazione delle murature interne necessarie per il loro funzionamento e successivamente si sono concretizzate le opere di pavimentazione, intonaci, tinteggiature e rivestimenti, nonché l’arredo dei bagni.
Di seguito a questi interventi venne eseguita la pavimentazione della piazza ed il completamento della facciata vetrata del foyer così da rendere funzionante tutta la zona della piazza, con l’utilizzo della Cantinetta e della Sala riunioni.
Particolare attenzione è stata posta nella progettazione di tutte le parti che costituiscono le finiture necessarie al completamento dei suddetti locali mediante soluzioni impiantistiche tecnologiche di alto livello qualitativo, nonchè nella scelta dei materiali, in modo tale che esse rispettassero la storicità del manufatto e lo riqualificassero in una prospettiva di moderno funzionamento.
I materiali utilizzati per le finiture delle pavimentazioni della Cantinetta sono il cotto fatto a mano, perimetrato da una fascia di acciottolato di fiume. La pavimentazione dell’ingresso e del foyer, al piano piazza, è in grandi lastre di pietra clauzetto. Per quanto riguarda la piazza si è optato per dei listelli in cotto fatti a mano e lastre di pietra di Trani.
Nella Sala riunioni, con capienza di 80 posti, sono stati previsti tutti gli arredi necessari al suo utilizzo: poltrone, schermo, impianto sonoro e luminoso.
La sistemazione della piazza pubblica retrostante completa l’intervento ed è volta alla creazione di uno spazio accessibile e gradevole, utilizzabile anche per eventi collegati alla Cantinetta.
In riferimento a ciò è stato predisposto uno spazio, nella zona antistante l’enoteca, sul quale poter collocare un palco per piccole manifestazioni.
La piazza è circondata, sul lato di via Gaudenzo Patrignani, da una aiuola asimmetrica che si rastrema in prossimità dell’accesso alla piazza seguendo l’andamento gradonato della stessa.
Tale piazza è infatti costituita da una zona in lieve pendenza rispetto alla zona ad essa circostante, che costeggia gli accessi dell’edificio, e che invece si mantiene su un medesimo livello.
La parte in elevazione è costituita da gradonate con una pendenza del 7 % ed ai lati è coronata da due sistemi di gradonate: la gradonata a ridosso dell’aiuola permette di dar vita una sorta di cavea verso la piazza stessa creando delle sedute; la gradonata al lato opposto è funzionale al raggiungimento della quota che costeggia l’edificio.
Tali spazi sono tutti accessibili ed agibili anche dai portatori di handicap su sedia a ruote.
Sesto stralcio
La data di consegna lavori fu il 20 febbraio 2007, mentre l’ultimazione avvenne il 30 luglio 2007.
Il primo stadio riguardò la realizzazione delle opere murarie e di consolidamento necessarie per poter completare e rendere finiti i locali del piano terra e il piano primo; si è poi proceduto alla demolizione della galleria esistente nel teatro, e alla realizzazione della struttura portante principale della nuova galleria in acciaio collegata alle murature tramite cordolo.
I lavori sono proseguiti tramite la messa in opera del corpo scala in acciaio, ad esclusione dell’ascensore a pareti vetrate, che assolvono entrambi alla funzione di collegamento tra i vari livelli.
I lavori sono poi proseguiti con la realizzazione degli impianti termoidraulici e elettrici relativi ai piani terra e primo, che hanno completato la predisposizione prevista nello stralcio precedente nel locale al piano interrato.
L’intervento ha poi visto la realizzazione delle opere di pavimentazione, intonaci, tinteggiature e rivestimenti, nonché l’arredo dei bagni di tutti e due i piani.
Il piano terra è stato completato, con esclusione del teatro e del foyer, mentre al piano primo sono stati resi agibili tutti i locali.
Settimo stralcio e settimo stralcio bis
La data di consegna lavori è avvenuta il 5 novembre 2007, e l’ultimazione dei medesimi è prevista per l’inaugurazione fissata il 28 dicembre 2008.
Questa ultima fase delle lavorazioni ha riguardato il completamento della sala teatrale, della galleria, della regia e del foyer al piano terra. Questi lavori hanno ricompreso inoltre tutte quelle lavorazioni di finitura (pavimenti, rivestimenti delle pareti, pannelli acustici) e di impiantistica
(luci, audio, ambiente) necessarie per rendere pienamente fruibili i locali.
Più in dettaglio le opere edili e di arredo svolte consistono in :
- montaggio di porte REI e portoni insonorizzati di ingresso;
- montaggio del montacarichi per carico e scarico delle scene e dei materiali dal palcoscenico;
- realizzazione di fasce di pietra, denominata di San Marino, nelle parti a terra e in ricorsi murari;
- rivestimenti in legno con pannelli in doghe orientabili;
- rivestimento del sottogalleria in pannelli di legno fugati e vele in ferro e lamiera stirata;
- pannelli acustici a soffitto, centinati e fugati;
- palco mobile;
- realizzazione di graticcio scenico e di passerelle per potervi accedere, nonché lo spazio regia per la direzione artistica audio e luci;
- montaggio del carroponte per la movimentazione delle scene e luci;
- impianto di amplificazione e di video-proiezione per la sala e la galleria;
- sipario ad apertura e scorrimento motorizzato;
- sedute a scomparsa nel pavimento curate da Poltrona Frau;
- acquisto di dotazione di base per audio e luci per spettacoli e congressi;
- tiri di scena motorizzati.
Il piano piazza continua quindi a svolgere le proprie funzioni attuali affiancate dai nuovi locali camerini e dei servizi per gli artisti, mentre il piano terra diviene il vero e proprio foyer dal quale si accede al teatro. Questa zona è stata voluta come un luogo confortevole ed elegante, dotato di sedute per l’attesa e di un sistema di illuminazione a led colorati comandati da una centralina che modifica automaticamente le tonalità a seconda delle programmazioni, oppure consente all’operatore una impostazione fissa di colorazione in modo da conferire all’ambiente un carattere altamente suggestivo e di sicuro impatto visivo.
All’interno del teatro i posti a sedere in platea sono, a secondo dell’allestimento del palco, da 120 a 156, e in galleria 69. La sala nasce con una vocazione di estrema flessibilità funzionale in quanto può ospitare concerti, spettacoli teatrali, congressi, mostre, allestimenti, veglioni e feste in genere.
Questa prerogativa la si deve alla tecnologia delle poltrone che potendo ruotare sul proprio asse, possono essere inserite a filo pavimento creando un ambiente unico e libero dalle sedute. Tale meccanismo viene azionato tramite un sistema computerizzato che permette agevolmente la rotazione e quindi l’abbassamento di blocchi di sei poltrone alla volta.
Un altro elemento che caratterizza la flessibilità , di cui prima accennavo, è il palcoscenico in quanto è costituito da una parte fissa e da nove moduli a pantografo suddivisi in file da tre che possono salire e scendere, permettendo un utilizzo modulabile a seconda del tipo di scena da utilizzare.
Alla galleria si accede dal foyer tramite l’ascensore in ferro e cristallo e dalle scale che lo circondano, creando una struttura continua ed esteticamente coerente con tutta la filosofia dell’intervento.
Al di sopra della galleria, una struttura sempre in ferro e cristallo inclinata delimita lo spazio della regia, dalla quale tramite due passerelle laterali in ferro e legno, i tecnici possono raggiungere il graticcio scenico.
Al di sopra della galleria un sistema di riflettori acustici in legno abbracciano la scena e restituiscono alla sala un “controsoffitto” di pregevole impatto visivo, grazie anche al sistema di illuminazione che è stato inserito all’interno di ciascuna vela.
Al di sotto della galleria sono state studiate delle vele in ferro e lamiera stirata romboidale, al cui interno sono state posizionate altre luci di sala.
A proposito di illuminazione ci tengo a sottolineare l’importanza delle luci a fibre ottiche, che mi piace chiamare “ bottoni luminosi, che ho distribuito lungo i fianchi del rivestimento in pietra della sala. Questi elementi grazie alla loro distribuzione e al fatto che possono cambiare il colore della luce, permettono di disegnare visivamente all’interno del teatro le caratteristiche architettoniche dell’intervento.
Anche sulla zona del palco vero e proprio i riflettori acustici sono dotati ciascuno di un faretto. Questa caratteristica li rende innovativi dal momento che non sono necessarie altre luci di scena per spettacoli o eventi per i quali si richiede di una distribuzione omogenea di tutta l’area, come ad esempio succede per i concerti di tipo classico.
Ho anche dedicato particolare cura all’acustica della sala in modo che essa risultasse assolutamente appropriata. Per fare ciò il rivestimento laterale dei muri è stato intervallato da ricorsi in pietra di San Marino e pannelli in legno con doghe orientabili.
La pietra menzionata, che ha la caratteristica di essere ruvida e le doghe che possono assumere molteplici inclinazioni, assieme al sistema di riflettori acustici, assicurano al suono di scivolare in modo preciso ed armonioso lungo tutta la sala teatrale.
Conclusioni
L’Amministrazione Comunale, tramite questo intervento, riconsegna alla società corianese il proprio luogo della socialità, delle attività culturali, degli incontri di associazioni, delle scuole e del mondo politico e sindacale.
Sicuramente questa struttura risponde in primo luogo ai bisogni della collettività ma, sarebbe quanto mai limitativo pensare l’utilizzo di questa struttura, di notevole rilievo nel quadro provinciale, solo per questi fini.
L’obiettivo più lungimirante sarebbe quello di inserire questo contenitore nel sistema provinciale e regionale sia degli spettacoli che dei congressi, in stretto collegamento con il nuovo palazzo dei Congressi di Rimini in costruzione e quello di Riccione inaugurato quest’anno. Sfruttare l’estrema capacità ricettiva di queste due città, che tramite il turismo congressuale hanno destagionalizzato il settore turistico, significherebbe ottenere il massimo rendimento di CORTE – Coriano Teatro durante tutto il corso dell’anno.
Ringraziamenti
Lo studio Gandolfi ringrazia sentitamente tutte le figure che hanno contribuito negli anni alla realizzazione di questa struttura. Per il completamento dei lavori mi sono potuto avvalere sia della collaborazione dei funzionari della Amministrazione Comunale che del mio staff di progettisti. Inoltre, nell’ultimo stralcio, quello più complesso, mi sono avvalso di maestranze di alto livello, il cui apporto è stato determinante per il coronamento dei lavori.
Per quanto riguarda l’Amministrazione Comunale in particolare vorrei ringraziare:
il Sindaco Sig.ra Maria Luigina Matricardi;
l’Arch. Paolo Bascucci responsabile Settore Tecnico;
il Dott. Paolo Zaghini Direttore della Biblioteca Comunale “Giovanni Antonio Battarra”;
il Tecnico impiantista di CORTE – Coriano Teatro Mirco Casadei;
le maestranze del 7° stralcio della Società Adriatica Costruzioni Cervese di Cervia (RA), in particolare il direttore di cantiere geom. Stefano Venieri e il capocantiere Giorgio Biondi